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art design

La Proust è l’oggetto simbolo del Mendini, che purtroppo mette in penombra altri progetti altrettanto o più sostanziosi. Non ho mai capito il successo di questo progetto di come sia noto anche a persone e ambienti fuori dal piccolo mondo del design. Proprio non ho proprio mai capito la poltrona di Proust, così sono andato dal Mendini a chiedergli cosa è e perchè. Cercando le immagini ho ritrovato le fotografie del bellissimo allestimento da Dilmos del 1991.

 

 

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Andrea Salvetti è un artista, designer, scultore. Il suo laboratorio è a Lucca all’inizio della statale che sale verso l’Abetone e la sua casa è poco più alto, un podere agricolo in Garfagnana, Andrea è un artista contadino, che ben conosce le tradizioni, il cibo e la fame della gente dell’Appennino. Per questa performance presentata all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ha costruito tre pentole speciali per cuocere verdure, pane e carne.

 

Per questa performance Andrea Salvetti ha preparato due tavoli in acciaio. Il piano è riempito con carbonella sulla quale vengono cotti diversi cibi in diversi contenitori realizzati per l’occasione. Nel tegame con coperchio color rame a forma di cuore cuociono le seppioline. Il grande calice porta il calore a un uovo di acciaio in cui sono lessati cipollotti. In un secondo grande tegame merluzzo con porri e il filetto di tonno é cotto sulle piccole griglie con barbabietole e coste. Nel grande tegame a forma di fagiolo sono uniti piccoli frutti alla crema.

Nathalie Jean è una designer di gioielli, dal 1998 disegna e produce una propria collezione di gioielli e dal 2007 disegna per importanti case della gioielleria e della moda.
Nata a Montreal dove si è laureata in architettura, da venticinque anni vive e lavora a Milano. Dopo aver collaborato per tre anni con Ettore Sottsass, ha aperto il proprio studio di progettazione. I suoi oggetti di design e gioielli fanno parte delle collezioni permanenti del Musée des Arts Décoratifs de Paris, del Chicago Athenaeum, del Canadian Center for Architecture e del Museum of Fine Arts di Montreal.
Nathalie Jean was born in 1963 in Montreal, where she graduated in architecture. She has been living and working in Milan for the last twenty-five years. After three years of collaboration with Ettore Sottsass, she opened her own design studio. In 1998 she started producing jewellery collections and since 2007 has been designing for important jewellery and fashion houses. Her design objects and jewellery are included in the permanent collections of the Musée des Arts Décoratifs de Paris, the Chicago Athenaeum, the Canadian Center for Architecture and the Museum of Fine Arts in Montreal.

Alla fine degli anni Settanta in Italia si è sviluppata un vivace movimento nel mondo del design con i gruppi di tendenza (postmoderni) Memphis e Alchimia. Contemporaneamente Ugo La Pietra ha teorizzato il “neoclettismo” organizzando convegni e mostre e con la direzione delle riviste Area, Abitare con Arte, Artigianato tra Arte e Design.
Ugo La Pietra è nato a Bussi sul Tirino (Pescara) nel 1938, si laurea al Politecnico di Milano nel 1964. Tra i fondatori del gruppo di pittura segnica “Il Cenobio”, è attivo dal 1960 all’interno dei movimenti artistici italiani. Partecipa al movimento europeo di architettura radicale e dirige le riviste In, InPiù, Brera Flash, Fascicolo. Nel 1973 è stato tra i fondatori della Global Tools, laboratorio sperimentale e contro-scuola di architettura e design in cui si sono ritrovati tutti gli esponenti del movimento dell’architettura radicale. Prosegue la sua attività di ricerca in diversi campi: arredo urbano, artigianato artistico, cinema.

I sapori di una vita in una salsiccia/intestino, dall’infanzia alla vecchiaia e dall’antipasto al dolce.

La ricetta di Andrea Salvetti e Damiano Donati per il Life Tube:
Crema di coniglio lesso
all’olio di oliva prima leggermente frullato poi tritato fine
con purè di patate e l’aggiunta di carotine a pezzetti
con qualche goccia di succo di limone
che sfuma in un nasello al piatto
poi crudo di pesce bianco acciughe lische e rospi anzi rane col pane
e olio di casa spalmato al formaggino Mio
farcito di pisellini di primavera legati colle uova leggermente strapazzate
e striscine di pancetta delicata accompagnata da mozzarella
e pezzi di pizza al pomodoro fresco che fa da salsa semplice e piccante
ai fischiotti che poi si fanno al sugo per i tordelli al sapore di hamburgher
con cipolla fresca adatta a chi digerisce anche i sassi
che introduce una tartare di fassona battuta al coltello
col profumo di taggiasche che diventa fiorentina sui carboni
profumata di seguito col salto nel rosso dei lamponi
che staccano il cinghiale prima selvatico e crudo
dopo addomesticato in umido di prugne e vino rosso muscoloso
e brasato lentamente ma non duro come suole di scarpa
poi ruvida polenta garfagnina di otto file
che accompagna volentieri anche il pecorino della zona
e taleggio e gorgonzola dal nord con cipollotti in agro dolce
che fondono al cioccolato
quando entra una pasta frolla agli erbi della tradizione
riso uvetta cannella e zucchero di canna con ricotta allo scotch
che bagna il buccellato all’aroma di caffè amaro
poi altro ancora …..
tutto messo dentro un budello fino naturale lungo e torto quanto basta a ricordare i sapori di una vita intera riempita di un’impasto sfumato che prosegue contorto di sorprese che descrivono un percorso guidato da un idea precisa ma ogni volta diversa dove si può scegliere tanto ma non tutto e si finisce digerendo anche gli imprevisti.

Leather Works, design Fernando and Humberto Campana. I circa 400 pezzi di pelle che occorrono per ogni poltrona, abilmente e liberamente sovrapposti, sono tagliati e assemblati manualmente.
Each armchair needs about 400 pieces of leather that are all cut and freely and skillfully hand assembled one upon the others, needing a lot of work and from this originates the name Leather Works.

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