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Archivio mensile:febbraio 2014

Fratelli Levaggi è un’azienda artigiana, dal 1963 con metodi e materiali tradizionali, produce le autentiche sedie di Chiavari. Eleganti, robuste e leggerissime le sedie chiavarine sono dei capolavori di estetica e tecnica, un esempio dell’alta qualità dell’artigianato e della creatività italiana.

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Franca Helg nasce a Milano nel 1920 e si laurea in Architettura al Politecnico di Milano nel 1945. Dopo i primi anni di attività autonoma, nel 1950 inizia a collaborare con Franco Albini di cui diventa sodale nel 1952 costituendo lo studio Albini-Helg. Dalla metà degli anni ’50 disegna numerosi prodotti per Vittorio Bonacina, azienda che lavora il giunco e il midollino. Costruisce la propria carriera anche nel mondo accademico ottenendo la cattedra di Composizione Architettonica al Politecnico di Milano. Muore a Milano nel 1989.
Giovanni Bonacina fonda nel 1889 a Lurago d’Erba un’azienda che produce elementi di arredo in giunco e in midollino. L’anno 1951 segna l’inizio del rapporto tra l’azienda condotta da Vittorio Bonacina, figlio di Giovanni, e grandi architetti tra cui Franco Albini, Franca Helg, Gae Aulenti, Renzo Mongiardino, Gio Ponti, Giovanni Travasa. Mario Bonacina, designer e figlio di Vittorio, mantiene oggi la memoria storica dell’azienda di famiglia avvalendosi del contributo di progettisti che interpretano in modo innovativo la lavorazione artigianale del materiale.

Alla fine degli anni Settanta in Italia si è sviluppata un vivace movimento nel mondo del design con i gruppi di tendenza (postmoderni) Memphis e Alchimia. Contemporaneamente Ugo La Pietra ha teorizzato il “neoclettismo” organizzando convegni e mostre e con la direzione delle riviste Area, Abitare con Arte, Artigianato tra Arte e Design.
Ugo La Pietra è nato a Bussi sul Tirino (Pescara) nel 1938, si laurea al Politecnico di Milano nel 1964. Tra i fondatori del gruppo di pittura segnica “Il Cenobio”, è attivo dal 1960 all’interno dei movimenti artistici italiani. Partecipa al movimento europeo di architettura radicale e dirige le riviste In, InPiù, Brera Flash, Fascicolo. Nel 1973 è stato tra i fondatori della Global Tools, laboratorio sperimentale e contro-scuola di architettura e design in cui si sono ritrovati tutti gli esponenti del movimento dell’architettura radicale. Prosegue la sua attività di ricerca in diversi campi: arredo urbano, artigianato artistico, cinema.

I sapori di una vita in una salsiccia/intestino, dall’infanzia alla vecchiaia e dall’antipasto al dolce.

La ricetta di Andrea Salvetti e Damiano Donati per il Life Tube:
Crema di coniglio lesso
all’olio di oliva prima leggermente frullato poi tritato fine
con purè di patate e l’aggiunta di carotine a pezzetti
con qualche goccia di succo di limone
che sfuma in un nasello al piatto
poi crudo di pesce bianco acciughe lische e rospi anzi rane col pane
e olio di casa spalmato al formaggino Mio
farcito di pisellini di primavera legati colle uova leggermente strapazzate
e striscine di pancetta delicata accompagnata da mozzarella
e pezzi di pizza al pomodoro fresco che fa da salsa semplice e piccante
ai fischiotti che poi si fanno al sugo per i tordelli al sapore di hamburgher
con cipolla fresca adatta a chi digerisce anche i sassi
che introduce una tartare di fassona battuta al coltello
col profumo di taggiasche che diventa fiorentina sui carboni
profumata di seguito col salto nel rosso dei lamponi
che staccano il cinghiale prima selvatico e crudo
dopo addomesticato in umido di prugne e vino rosso muscoloso
e brasato lentamente ma non duro come suole di scarpa
poi ruvida polenta garfagnina di otto file
che accompagna volentieri anche il pecorino della zona
e taleggio e gorgonzola dal nord con cipollotti in agro dolce
che fondono al cioccolato
quando entra una pasta frolla agli erbi della tradizione
riso uvetta cannella e zucchero di canna con ricotta allo scotch
che bagna il buccellato all’aroma di caffè amaro
poi altro ancora …..
tutto messo dentro un budello fino naturale lungo e torto quanto basta a ricordare i sapori di una vita intera riempita di un’impasto sfumato che prosegue contorto di sorprese che descrivono un percorso guidato da un idea precisa ma ogni volta diversa dove si può scegliere tanto ma non tutto e si finisce digerendo anche gli imprevisti.

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